Nelle pagine della 1° parte di questa
sezione (comunicare) è spiegato che una delle principali
cause dei "disagi relazionali" è il modo
di pronunciare una parola.
In questa 2° parte ci occupiamo di un'altro importante
aspetto della comunicazione, anch'esso fonte di disagi relazionali:
la visione relativa della realtà,
intesa come un'idea o opinione personale di percepire l'ambiente
in cui viviamo.
L'essere umano, per tutta la vita, sin
dalla nascita percepisce l'ambiente in cui vive attraverso
i cinque organi di senso.
Quest'ultimi inviano al cervello le informazioni del mondo
esterno sottoforma di immagini visive,
tattili, uditive, olfattive,
o gustative.
Nel momento in cui le immagini arrivano al cervello, l'essere
umano ha il bisogno di classificarle associando consciamente
ad ogni immagine una parola che la identifichi.
Esempio: quando con gli occhi (organi visivi) vediamo
un fiore avente: petali rossi ed uno stelo pieno di spine,
gli associamo la parola "Rosa".
In altri termini, l'individuo utilizza
il mondo delle parole per descrivere le immagini del mondo
reale, dopodiché, tali immagini vengono memorizzate
in modo permanente nel proprio subconscio.
Da questo momento in poi, ogni parola udita
porterà dal subconscio allo stato cosciente l'immagine
del mondo reale associata a tale parola.
Esempio: ogni volta che sentiremo la parola "Rosa",
nella nostra mente verrà evocata, allo stato cosciente
dal subconscio, l'immagine della rosa anche se ci troviamo
in un luogo ove non sia presente nessuna rosa.
Nella pagina "Parabola" un racconto
illustra come ognuno di noi, a modo proprio, percepisce
ed elabora le informazioni del mondo esterno inviate al
nostro cervello attraverso gli organi di senso.