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  Uniti nel necessario, liberi nel discutibile, mai litigiosi."

S. Agostino

 
 
 
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Nelle pagine della 1° parte di questa sezione (comunicare) è spiegato che una delle principali cause dei "disagi relazionali" è il modo di pronunciare una parola.
In questa 2° parte ci occupiamo di un'altro importante aspetto della comunicazione, anch'esso fonte di disagi relazionali: la visione relativa della realtà, intesa come un'idea o opinione personale di percepire l'ambiente in cui viviamo.

L'essere umano, per tutta la vita, sin dalla nascita percepisce l'ambiente in cui vive attraverso i cinque organi di senso.
Quest'ultimi inviano al cervello le informazioni del mondo esterno sottoforma di immagini visive, tattili, uditive, olfattive, o gustative.
Nel momento in cui le immagini arrivano al cervello, l'essere umano ha il bisogno di classificarle associando consciamente ad ogni immagine una parola che la identifichi.
Esempio: quando con gli occhi (organi visivi) vediamo un fiore avente: petali rossi ed uno stelo pieno di spine, gli associamo la parola "Rosa".

In altri termini, l'individuo utilizza il mondo delle parole per descrivere le immagini del mondo reale, dopodiché, tali immagini vengono memorizzate in modo permanente nel proprio subconscio.

Da questo momento in poi, ogni parola udita porterà dal subconscio allo stato cosciente l'immagine del mondo reale associata a tale parola.
Esempio: ogni volta che sentiremo la parola "Rosa", nella nostra mente verrà evocata, allo stato cosciente dal subconscio, l'immagine della rosa anche se ci troviamo in un luogo ove non sia presente nessuna rosa.

Nella pagina "Parabola" un racconto illustra come ognuno di noi, a modo proprio, percepisce ed elabora le informazioni del mondo esterno inviate al nostro cervello attraverso gli organi di senso.

 
       
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