Nella pagina "La favola" è
sottolineata l'importanza dell'uso delle fiabe e dei racconti
per comprendere verità morali e significati profondi
sul senso della vita; per questo motivo la seguente "parabola"
ha lo scopo d'aiutarci a comprendere come ognuno di noi,
a modo proprio, percepisce ed elabora le informazioni del
mondo esterno inviate al nostro cervello attraverso i cinque
organi di senso (trattati nella pagina "I sensi").
Una parabola buddista
racconta che un Re, per offrirsi uno svago, ordinò
ai suoi soldati di radunare nel parco della reggia tutti
i sudditi ciechi. Quando l'ordine fu eseguito, il sovrano
fece introdurre un elefante e diede disposizione all'elefantiere
di far toccare ad alcuni ciechi la testa dell'animale, ad
altri un orecchio, ad altri le zampe, ad altri la proboscide
e ad altri, infine, la coda, dicendo ad ognuno: <<Questo
è l'elefante>>.
Dopodiché
il sovrano si accostò al gruppo chiedendo:
<<Avete toccato tutti l'elefante?>>
e alla loro risposta affermativa aggiunse: <<Ditemi
allora, a cosa assomiglia un elefante>>.
A quel punto gli
uomini che avevano toccato la testa dell'animale risposero
senza esitazione: <<Maestà, l'elefante
assomiglia ad una caldaia>>. Quelli che avevano
toccato l'orecchio dissero: <<Maestà,
l'elefante ricorda un ventaglio>>. Chi aveva
tastato la proboscide ribatté con fermezza: <<Maestà,
l'elefante è simile al manico di un aratro>>.
Coloro che avevano toccato le zampe risposero: <<Maestà,
l'elefante assomiglia ad un gruppo di colonne>>.
Quelli che avevano accarezzato la coda, infine, assicurarono
che l'animale fosse del tutto simile ad uno scacciamosche.
E poiché ognuno sosteneva tenacemente il proprio
punto di vista, incominciarono a discutere animatamente,
finendo con l'azzuffarsi sotto lo sguardo divertito del
Re.
Questo racconto ci porta alla consapevolezza
di un punto estremamente IMPORTANTE! cioè
che i nostri cinque sensi fisici spesso ci rendono vittime
di inganni percettivi/cognitivi.
Infatti quando vediamo, tocchiamo,
fiutiamo, udiamo
e gustiamo una cosa, ciò
che conosciamo di quest'ultima sono solo le sensazioni ed
emozioni destate nel nostro organismo.
Siccome, le elaborazioni del cervello sono basate proprio
su tali sensazioni, il rischio inconsapevole a cui andiamo
incontro è quello di memorizzare, nel nostro subconscio,
immagini dell'ambiente in cui viviamo diverse dalla realtà
oggettiva, ossia delle ILLUSIONI.
Nella pagina "Illusione" è
spiegato come si formano gli inganni percettivi e cognitivi.