Il racconto illustrato
nella pagina "Parabola" dimostra con parole semplici che
la realtà in questione (l'elefante), viene
percepita attraverso due organi di senso:
-
tatto (toccando una parte dell'elefante)
-
udito (udendo il Re affermare
che la parte dell'elefante toccata da ognuno fosse l'intero
elefante)
Il cervello elabora le informazioni, sulla base
delle sensazioni ed emozioni destate in noi dagli organi di senso,
fornendoci così una "visione relativa della realtà",
il più delle volte diversa dalla realtà oggettiva.
Da ciò è facilmente intuibile che per migliorare la
propria esistenza è necessario diventare consapevoli che
le "visioni della realtà" sono molte,
tante quante sono gli abitanti della terra, e tutte relative.
La visione della realtà è quindi
intesa come un'idea o un'opinione falsata da un
errore dei sensi o della mente che si traduce spesso nella genesi
di immagini illusorie della realtà. Le illusioni
si suddividono in due categorie:
-
PERCETTIVA: relativa agli errori
sistematici compiuti dal cervello nell'interpretare le informazioni
provenienti dagli organi di senso.
-
COGNITIVA: relativa agli errori
sistematici compiuti dal cervello nell'interpretare il pensiero
prodotto dalla mente in riferimento al proprio modello di percezione
della realtà.
Allo scopo di semplificare quanto appena descritto
riportiamo di seguito due esempi:
| Illusione Percettiva |
Illusione Cognitiva |
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Come
ci comportiamo di fronte alla possibilità di scegliere
tra angurie in vendita a tre prezzi diversi?
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Normalmente le illusioni percettive (specialmente
quelle visive) le accettiamo e siamo consapevoli che i nostri sensi
possano essere tratti in inganno.
Presentiamo, invece, una resistenza ben maggiore ad accettare l'idea
che anche la nostra logica possa essere tratta in inganno.
Siamo portati a pensare che la nostra visione della realtà
abbia un valore assoluto ed universale anziché un valore
relativo.
Nella pagina "Modello" è descritto
in modo più ampio le genesi che favoriscono le illusioni
cognitive.
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