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La meta finale

Tratto dal libro: "La formazione del carattere" di E. Wood

La via che conduce alla felicità ed al benessere non può essere percorsa in un solo giorno. Solo il tempo, la perseveranza e la costanza possono portarci risultati che siano reali e duraturi.

In questo estenuante lavoro, che dura tutta la vita, la meta finale è dunque il desiderio del raggiungimento della felicità e benessere durevoli.

Il processo di costruzione del carattere e lo studio delle tre linee del progresso umano, conoscenza, amore e lavoro indicano la strada verso la transizione dai desideri materiali a quelli spirituali.
Non esiste essere umano libero dai desideri, ma questi si possono riassumere in due sole categorie: materiali e spirituali.
I desideri materiali conducono al piacere ed alla pena: entrambi sono transitori, mentre le brame spirituali conducono alla felicità permanente.

Per questa ragione la felicità è una delle migliori guide al progresso. Quando esiste un vero e permanente progresso esiste felicità o gioia. Quando risenti dolore vuol dire che esiste qualche cosa di sbagliato in te, non nel mondo.
Il dolore reprime e corregge, ed è solo una reazione ad uno dei tuoi vizi, ed il suo compito nel mondo è quello di dirti, (se necessario coercitivamente), che tu stai uscendo di strada. Esso pretende che tu pensi, ami od agisca secondo le circostanze del caso.

Per cui, nel processo di costruzione del carattere, è desiderabile accettare tutto ciò che ti capita. Se sopravviene una malattia o si presenta qualche insormontabile difficoltà, non ti devi ribellare nè desiderare di evitarle, ma comprendere che esse sono proprio quello di cui tu hai maggiore necessità in quel momento della tua vita.
Tu devi affrontare la situazione con vigore e coraggio, con pensiero e cuore lieti ed amorevoli.

Perciò il non-risentimento costituisce la chiave del successo. Un aspetto del non-risentimento consiste nell'astenersi dal criticare gli altri. Anche la lode è un'attività molto dubbia, perché implica il fatto che tu ti ritieni un giudice, e in realtà ogni lode prodigata agli altri è essenzialmente auto-lode. Ma la critica è più pericolosa in quanto generalmente essa è permeata di agitazione. Tu t'inalberi perché pensi che gli altri non agiscano come dovrebbero. L'abitudine al criticismo originato dall'emozione, serve solo a deprezzare e a disperdere le energie di cui abbisogni per il tuo lavoro. È sempre utile studiare con rispettosa attenzione coloro che differiscono da noi, perché essi possono aver acquistato qualche cosa, che noi abbiamo forse trascurato.

Esistono migliaia di strade per la felicità dell'uomo, ma sempre, in ogni caso troverà che essa è frutto dei desideri spirituali che necessitano la fusione di lavoro, pensiero ed amore.

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