Persone online 13

La parabola

Tratto da esperienze personali dell'autore del sito

non si vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi.

A. de Saint-Exupéry

Nella pagina "La favola" è sottolineata l'importanza dell'uso delle fiabe e dei racconti per comprendere verità morali e significati profondi sul senso della vita; per questo motivo la seguente "parabola" ha lo scopo d'aiutarci a comprendere come ognuno di noi, a modo proprio, percepisce ed elabora le informazioni del mondo esterno inviate al nostro cervello attraverso i cinque organi di senso (trattati nella pagina "I sensi").

Una parabola buddista racconta che un Re, per offrirsi uno svago, ordinò ai suoi soldati di radunare nel parco della reggia tutti i sudditi ciechi. Quando l'ordine fu eseguito, il sovrano fece introdurre un elefante e diede disposizione all'elefantiere di far toccare ad alcuni ciechi la testa dell'animale, ad altri un orecchio, ad altri le zampe, ad altri la proboscide e ad altri, infine, la coda, dicendo ad ognuno: <<Questo è l'elefante>>.

Dopodiché il sovrano si accostò al gruppo chiedendo:
<<Avete toccato tutti l'elefante?>> e alla loro risposta affermativa aggiunse: <<Ditemi allora, a cosa assomiglia un elefante>>.

A quel punto gli uomini che avevano toccato la testa dell'animale risposero senza esitazione: <<Maestà, l'elefante assomiglia ad una caldaia>>. Quelli che avevano toccato l'orecchio dissero: <<Maestà, l'elefante ricorda un ventaglio>>. Chi aveva tastato la proboscide ribatté con fermezza: <<Maestà, l'elefante è simile al manico di un aratro>>. Coloro che avevano toccato le zampe risposero: <<Maestà, l'elefante assomiglia ad un gruppo di colonne>>. Quelli che avevano accarezzato la coda, infine, assicurarono che l'animale fosse del tutto simile ad uno scacciamosche. E poiché ognuno sosteneva tenacemente il proprio punto di vista, incominciarono a discutere animatamente, finendo con l'azzuffarsi sotto lo sguardo divertito del Re.

Questo racconto ci porta alla consapevolezza di un punto estremamente IMPORTANTE! cioè che i nostri cinque sensi fisici spesso ci rendono vittime di inganni percettivi/cognitivi.
Infatti quando vediamo, tocchiamo, fiutiamo, udiamo e gustiamo una cosa, ciò che conosciamo di quest'ultima sono solo le sensazioni ed emozioni destate nel nostro organismo.
Siccome, le elaborazioni del cervello sono basate proprio su tali sensazioni, il rischio inconsapevole a cui andiamo incontro è quello di memorizzare, nel nostro subconscio, immagini dell'ambiente in cui viviamo diverse dalla realtà oggettiva, ossia delle ILLUSIONI.

Nella pagina "Illusione" è spiegato come si formano gli inganni percettivi e cognitivi.

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